mercoledì 14 agosto 2013

Tamara de Lempicka

Tamara, la Baronessa dell’ art decò: movimento artistico che nasce nell’ esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne, tenutasi a Parigi nel 1925.  Tamara de Lempicka nasce il 16 maggio del 1898 a Varsavia, muore nel sonno il 18 marzo 1980 a Cuernavaca, Messico, nella sua villa di Cuernavaca detta Tres Bambus . 










Come da sua volontà, il suo corpo venne cremato, e le ceneri vennero sparse dalla figlia Kizette sul vulcano Popocatepetl. Affidando quindi al gesto ineffabile di un ultimo soffio di vento la volontà di disperdere quella forza vitale che per un'intera vita ha cercato strenuamente di trattenere presso di sé. Della sua produzione molti dipinti sono scomparsi e tutti i disegni sono andati dispersi; le opere sopravvissute sono dislocate fra il Museo d'Orléans, il Petit Palais di Ginevra e varie collezioni in Egitto, a Parigi e a New-York.







"Mi piaceva uscire la sera e avere un bell'uomo al mio fianco che mi diceva quanto ero bella o quanto grande era la mia arte".






Il personaggio pubblico negli anni venti e trenta è descritto come una donna che odiava tutto ciò che era piccolo borghese, vestiva con eleganza, amava pellicce e gioielli… la sua arte è proiezione futurista della donna…  l’ idea moderna della donna “libera” alla guida delle automobili, imprenditrice spregiudicata, mondana, bisessuale…






                 "Amavo ritrarmi bella, seducente, ricca e annoiata..."






"Volevo rappresentare la “donna eccessiva” connubio di bellezza e perversione senza trascurare l’eleganza della figura. Insomma il prototipo del moderno e spregiudicato dinamismo costruito sull'immagine simbolica del femminile negli anni venti e trenta."







Lo stile di Tamara de Lempicka è molto personale intellettuale, influenzato dalla pittura rinascimentale, un insieme tra Leonardo Da Vinci per la genialità, Michelangelo Buonarroti, Pontorno per gli studi anatomici, Picasso per il cubismo e Klimt per l’ideale di bellezza.








I tratti del volto hanno tendenza ad essere deformati, quasi caricaturali, dalle sporgenze esagerate di certi modelli di Pontorno, con la tecnica del trompe l’oeil, i personaggi sembrano vivi, le figure a grandezza naturale sono l’immagine stessa del modello riflessa in uno specchio.











                           "Io le mode le faccio, non le seguo"






"Difficile essere donna in questo mondo Per sopravvivere devi usare corpo e sessualità. Ho orrore della pornografia."






"Vivo la vita ai margini della società, e le regole della società normale non si applicano a coloro che vivono ai margini."






"Io ho sempre amato le persone che ho ritratto, donne o uomini che fossero! Naturalmente occorrerebbe mettersi d’accordo sul termine amare."






            «Avevo un principio: non copiare mai. Crea uno stile nuovo, colori
            chiari, luminosi; scopri l'eleganza nascosta nei tuoi modelli.»
       






"Tra un centinaio di dipinti, si potrebbe riconoscere il mio, il mio obiettivo era: non copiare. Creare un nuovo stile, ... colori chiari e luminosi, ritornano eleganza nei miei modelli "












                                            
www.delempicka.org




Nessun commento:

Posta un commento