domenica 27 luglio 2014

" Hopper Meditation" di Richard Tuschman fotografo


L’americano Richard Tuschman fa rivivere i dipinti di Edward Hopper: stanze in miniatura, modelle vere e Photoshop sono gli ingredienti per l’incantesimo fotografico delle “Hopper Meditations”.












Hopper, grazie al suo realismo e alla scelta di “inquadrature” è considerato da Tuschman un artista vicino al mondo della fotografia e del cinema. Richard Tuschman racconta di essere stato attratto dalla capacità del pittore di costruire atmosfere in grado di raccontare le sfumature psicologiche della condizione umana.











Le immagini sono costruite secondo una sorta di regia e attraverso l’allestimento di scene i personaggi creano situazioni indefinite ma simili a fermo-immagine di possibili film dai finali aperti.











Le stanze raccontano stati emotivi attraverso l’uso delle luci: l’idea del fotografo è di creare un chiaroscuro che sia anche classico, vicino ai quadri di Rembrandt, con lo scopo di “monumentalizzare” le fotografie e dare a questa condizione umana un valore universale e senza tempo.




































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