giovedì 5 dicembre 2013

Il pop surrealismo di Dilka Bear

Dilka  è' nata ad Alma-Ata, Kazakistan, nel 1977. Attualmente vive a Triste, Italia. Ha ricevuto la sua educazione artistica presso il Dipartimento artistico di Almaty State University e ha lavorato come graphic designer e illustratore per quattro anni prima di decidere di seguire la sua passione e il lavoro come artista freelance. 



















Ispirata da storie e favole di Fratelli Grimm nella sua infanzia, Dilka crea bellissimi dipinti di giovani ragazze con una forte emozione e percezione del mondo che li circonda.  La sua arte è stata rappresentata in tutto il mondo, tra gallerie a Londra, Los Angeles, Amsterdam, Roma e Australia.













La storia della pittrice Dilka Bear può essere allora presentata come la storia di una bambina dagli occhi azzurri chiamata Dilyara, antico nome persiano che significa “gradita al cuore, accarezza l’anima”, nata e cresciuta nell’attuale Kazakistan, terra di confine tra Russia e Cina, tra influenze etnico- culturali asiatiche e europee,  tra realtà e fiaba,  arte e illusione. 














E’ la storia di una bambina e di una donna allo stesso tempo,  che propone come soggetto delle sue opere esclusivamente dei bambini, estremamente abile nel ricordare ai bambini  compiaciuti della loro maschera da adulto, forse certi che questa possa agire da schermo protettivo contro il dolore, la sofferenza, l’insicurezza.











Dilka ama i suoi libri illustrati per l’infanzia, ama le fiabe dei fratelli Grimm, le vecchie animazioni dell’Unione Sovietica,  cresce e ama dipingere, disegna fumetti e cresce, ascolta Tom Waits e le Coco Rosie, cresce davanti ai film dell’orrore giapponesi. 











Affina le sue conoscenze e abilità tecniche relative all'arte e  al disegno frequentando l’Università, soffre la situazione politica del suo paese, quindi viaggia, svolge un lavoro come graphic designer nel settore pubblicitario, cresce ancora e sempre ama dipingere.











Ama Mark Ryden, Dan May, Marion Peck e Paul Barnes, conosce quindi la Lobrow Art, i cui soggetti rappresentati sono generalmente bambini inseriti in un contesto dissonante da quello infantile, o bambini “strani”, nell’accezione inglese di weird, diversi dagli altri e spesso incompresi.












Si trasferisce  in Italia e qui una mano amica le offre dei colori acrilici e in breve tempo Dilyara diventa una celebre esponente del Pop Surrealism di respiro internazionale, una corrente tesa a indagare il presente, il quotidiano, il banale e l’intimo in chiave surreale, coniugando, mediante tecniche artistiche miste e varie, tutto ciò che è reale con tutto ciò che è impossibile. 





















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