venerdì 9 marzo 2012

Kagaya - Fantasy art

Kagaya Yutaka  (nato nel 1968, Saitama) è un artista digitale giapponese  noto per la pittura elaboratamente dettagliata e spettacolarmente colorata.  Alcuni dei suoi soggetti preferiti sono l' astronomia e le visioni di mondi utopici 
Kagaya è più famoso in Nord America che in Giappone, principalmente perché ha uno stile occidentale. Egli utilizza solo le donne occidentale come suoi modelli perché sono più alte rispetto alla medie delle donne giapponesi.
































https://www.youtube.com/watch?v=MVFChoHFxTM&t=9s









domenica 4 marzo 2012

Aforismi di Giorgio Morandi


                                      Si può dipingere ogni cosa,
                                basta soltanto volerla





                                     Per me non vi è nulla di astratto:
                                   per altro ritengo che non vi sia nulla
                              di più surreale e di più astratto del
                             reale.








                     La mia è una natura incline alla contemplazione.






Di nuovo al mondo non c'è nulla o pochissimo, l'importante è la posizione diversa e nuova in cui un artista si trova a considerare e a vedere le cose della cosiddetta natura e le opere che lo hanno proceduto o interessato







Il pensiero galileiano lo sento vivo entro la mia antica convinzione che i sentimenti e le immagini suscitati dal mondo visibile, che è mondo formale, sono molto difficilmente esprimibili, o forse inesprimibili con le parole. 







Sono infatti sentimenti che non hanno alcun rapporto o ne hanno uno molto indiretto con gli affetti e con gli interessi quotidiani, in quanto sono determinati appunto dalle forme, dai colori, dallo spazio, dalla luce.






Per conoscere non è necessario vedere molte cose, ma guardarne bene una sola.



















sabato 3 marzo 2012

Max Ginsburg


"Ho scelto di dipingere realisticamente perché credo che il realismo è la verità e la verità è bellezza. Io credo che il realismo è in grado di comunicare con forza idee ed è per questo che la comunicazione è estremamente importante per me". (Max Ginsburg)


Max Ginsburg è uno dei più importanti illustratori dell'America.
Max Ginsburg è nato a Parigi nel 1931. La famiglia si trasferì a Brooklyn, NYC quando egli aveva due anni. Ha studiato presso la scuola superiore di musica e l'arte di New York, Syracuse University (BFA) e il College di New York (MA). 













Tuttavia, la sua arte primaria di formazione è effettivamente avvenuta a casa con il padre di Max (il ritrattista, Abraham Ginsburg) che gli insegnò come dipingere dalla vita in modo realistico, abilità che non viene insegnata nelle università e scuole d'arte. 




Quando Max Ginsburg è entrato nel mondo dell'arte nel 1960, stava lavorando in diretto contrasto con il minimalismo e il rifiuto di arte figurativa del periodo. 










La fine art di Ginsburg riflessa e ha rappresentato il suo ambiente immediato: carrello fornitori, i piloti della metropolitana, street basket e in generale la gente di New York, li raffigura con inflessibile chiarezza e dignità.









Entro il 1980 il mondo dell'arte continuava ad abbracciare moderna come, arte concettuale "di ismo". Come risultato, Ginsburg girato verso illustrazione commerciale per guadagnarsi da vivere meglio.







Ginsburg rapidamente scoperto che aveva una propensione per il genere. Il suo lavoro ha continuato ad abbellire le copertine di oltre 800 titoli.









Le illustrazioni di Ginsburg sono un tesoro che fa parte della cultura americana contemporanea.  Creati tra il 1980 e il 2004, questi sono i dipinti a olio originali commissionati da alcune delle prime società editrici del mondo.








Le sue illustrazioni romantiche sono un  appello ai desideri dei lettori per l'esplorazione o di fuga: le sue donne formose sono stati determinati e inebriante, i loro uomini belli e reggette, le impostazioni del vasto e promettente avventura. 








La tecnica del lavoro è seducente. Ginsburg delinea forma con pochi colpi ben piazzati di colore, una tecnica che, pur difficile da padroneggiare, produce risultati deliziosamente suggestivi.              































www. maxginsburg . com





https://www.youtube.com/watch?v=yJfvBGQNQW0



giovedì 1 marzo 2012

Citazione da I Sermoni di S.Agostino - Frasi ed aforismi




"Colui che in un libro guarda dei caratteri,
ma non sa ciò che questi caratteri vogliono dire,
ciò a cui essi rimandano,
loda con gli occhi ma non comprende 
con lo spirito. Un altro, al contrario,
loda l'opera d'arte e ne comprende il senso,
colui cioè che non soltanto è in grado di vedere,
così come ognuno ne è capace,
ma che sa anche leggere.
" E ciò lo soltanto colui che lo ha appreso..."      

Da "I Sermoni " di Sant'Agostino.



                                              Jeff Barson  " Icarus" 
                                                                                    

Vita e pensieri

Nato il 13 novembre dell'anno 354, figlio di un consigliere municipale e modesto proprietario di Tagaste in Numidia e della pia madre Monica, Agostino, africano di nascita ma romano di lingua e cultura, filosofo e santo, è uno dei più eminenti dottori della Chiesa. Pur studiando prima a Cartagine e poi Roma e Milano, condusse in giovinezza una vita sregolata poi segnata da una celebre conversione grazie soprattutto allo studio dei filosofi antichi.
La sua lunga e tormentata evoluzione interiore comincia con la lettura dell'Ortensio di Cicerone che lo entusiasma per sapienza ed acutezza ma ne guida i pensieri verso tendenze razionaliste e naturaliste. Poco dopo, lette senza frutto le Sacre Scritture, rimane affascinato dall'antagonismo dei manichei tra i due principi opposti e coeterni: Bene-Luce-Spirito-Dio da una parte e Male-Tenebre-Materia-Satana dall'altra.
Accortosi attraverso l'appassionato studio delle arti liberali dell'inconsistenza della religione di Mani (da cui appunto deriva il termine "manicheo"), soprattutto dopo il deludente incontro con il vescovo manicheo Fausto, definito in seguito nelle "Confessioni" (il suo capolavoro spirituale, narrazione dei suoi errori di giovinezza e della sua conversione), "gran lacciuolo del diavolo", non torna alla Chiesa cattolica ma si avvicina alla tentazione scettica dei filosofi "accademici" e si tuffa nella lettura dei platonici.
Sempre come maestro di retorica, Agostino lascia Roma alla volta di Milano dove l'incontro con il vescovo Ambrogio è fondamentale per la sua conversione riuscendo a interpretare "spiritaliter" la Scrittura e a renderla intelligibile.
Nella notte tra il 24 e il 25 aprile 386, vigilia di Pasqua, Agostino viene battezzato dal vescovo insieme al figlio Adeodato avuto a diciassette anni. Decide di tornare in Africa ma ad Ostia muore la madre: decide pertanto di tornare a Roma dove rimane fino al 388 continuando a scrivere.
Si ritira a Tagaste, in Africa, conducendo un programma di vita ascetica e, ordinato sacerdote, a Ippona ottiene di fondare un monastero.
Dopo un'intensissima attività episcopale, Agostino muore il 28 agosto del 430.





     



Non uscire da te stesso, rientra in te stesso: nell'intimo dell'uomo risiede la verità.







Dio si conosce meglio nell'ignoranza.





Prega per comprendere.







Multitudo non est sequenda.





La misura dell'amore è amare senza misura.